Eldad Kaboré lavora presso l’ufficio di coordinamento di Morija in Burkina Faso come responsabile dei progetti educativi.
È sposato e padre di tre figli. È anche un musicista appassionato che produce musica propria e di altri artisti. Eldad è molto legato al lavoro manuale e creativo.
In aggiunta alle sue responsabilità professionali, ha creato uno studio domestico che facilita le sue produzioni musicali e quelle di altri artisti. All’interno del team è talvolta soprannominato “l’informatico di casa”, perché fornisce regolarmente supporto sulle questioni tecniche.
Qual è il tuo ruolo a Morija?
Coordino tre programmi principali: mense scolastiche, Scuole Arcobaleno e laboratori professionali. È un lavoro molto impegnativo, ma anche molto motivante, perché mette al centro il bambino e chi impara, senza distinzioni o esclusioni.
Il mio incarico è impegnativo, poiché mira allo sviluppo armonioso di ogni studente, senza alcuna forma di esclusione. Una settimana “tipo” può portarmi a seguire più progetti contemporaneamente, redigere rapporti annuali, partecipare a riunioni, preparare documenti per la contabilità e il coordinatore, ed effettuare visite sul campo. Tutto ciò richiede molta concentrazione e organizzazione.
Parlaci dei programmi
Oggi, 13 scuole e oltre 3.000 studenti beneficiano delle mense scolastiche. Ogni bambino può pranzare e frequentare le lezioni tutto il giorno. Il mio ruolo è garantire che i fondi arrivino puntualmente e che tutto sia gestito in modo trasparente.
Collaboro strettamente con i direttori scolastici e con i team educativi, in particolare attraverso rapporti mensili, al fine di garantire una buona rendicontazione ed evitare qualsiasi interruzione del programma.
Le Scuole Arcobaleno rappresentano un approccio olistico all’istruzione. Non parliamo solo di insegnamento, ma anche di nutrizione, salute, acqua, servizi igienico-sanitari e aiuti umanitari. Vado sul campo, ascolto i bisogni e, quando possibile, cerco soluzioni appropriate.
Due scuole portano ufficialmente questo nome, ma molti altri istituti beneficiano di questo approccio integrato. Il mio ruolo consiste nel raccogliere i bisogni durante le visite, dialogare con gli attori locali e proporre, quando possibile, soluzioni endogene senza ricorrere sistematicamente alla sede centrale.
E i laboratori di formazione professionale?
Per quanto riguarda i laboratori professionali, mi stanno particolarmente a cuore perché offrono una reale opportunità per il futuro. Lì i giovani imparano un mestiere, come la falegnameria o la saldatura. Vedere un corsista completare la sua formazione e poi integrarsi nel mondo del lavoro è incredibilmente gratificante!
Queste formazioni durano tre anni e accolgono circa 70 apprendisti, seguiti da quattro formatori. I beneficiari ricevono una formazione gratuita, vengono nutriti ogni giorno a mezzogiorno nella mensa e seguono i corsi dal lunedì al venerdì. Il progetto è sostenuto al 50% da Morija e da ASAREN e si trova presso il centro medico Paam Laafi.
Un momento che ti ha colpito recentemente?
Alla mensa di Tenkodogo, i bambini hanno iniziato spontaneamente a ballare quando è stato servito il pasto. Un bambino esprime spontaneamente ciò che prova quando un suo bisogno viene soddisfatto: è bellissimo! Sono rimasto molto colpito anche dalla perseveranza di un corsista con disabilità fisica durante i laboratori. La sua determinazione è una vera lezione di vita.
Questa esperienza mi ha profondamente colpito e mi ha ricordato l’importanza di evitare lo spreco delle risorse. Vedere i bambini esprimere la loro gioia con tanta sincerità ci incoraggia a proseguire i nostri sforzi con ancora maggiore responsabilità.
Ciò che mi incoraggia di più è sapere che contribuisco a costruire un futuro migliore per i bambini e i giovani. Come educatore, vedere un beneficiario crescere e avere successo nella vita è una fonte immensa di gioia. Amo questo lavoro perché amo i bambini e amo lavorare con loro.
Quali sono le tue speranze per il futuro?
Ottenere finanziamenti è, ovviamente, sempre una sfida. Non tutti i progetti possono essere sempre realizzati come previsto. Con il team procediamo quindi a priorità, adeguamenti di bilancio o, se necessario, alla soppressione di alcune attività non essenziali, per preservare quelle prioritarie.
Prego Dio di aprire nuove porte e nuove fonti di sostegno affinché molti altri bambini possano beneficiare dell’assistenza di Morija!
Prego anche che ogni bambino che riceve il sostegno di Morija abbia successo nella vita.
Un messaggio per i donatori e i partner?
Desidero esprimere la mia profonda gratitudine e riconoscenza a tutti coloro che sostengono questi progetti. Se il vostro tempo lo permette, saremo felici di accogliervi per una visita sul campo, affinché possiate entrare in contatto diretto con la realtà dei progetti.
Come ricorda la Scrittura: “Dio infatti non è ingiusto da dimenticare la vostra opera e l’amore che avete mostrato per il suo nome, avendo servito e servendo ancora i santi.”
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