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Una volta paesaggio di oasis e di alberi verdi, luogo di sollievo dopo le prove del Sahara, il Sahel non è più attualmente che una terra maledetta rosicchiata dal'avanzare inesorabile del deserto. Risultato: Gli alberi spariscono, i corsi d'acqua si prosciugano, la vegetazione muore. In 20 anni, il Sahara ha conquistato 600'000 km quadrati, poco più della superfice della Francia. Siccità, carestia, epidemie si ripetono senza tregua. Oggi, a peggiorare le case, subentra una sfavorevole situazione economica e sociale. Ne abbiamo conferma leggendo gli annuari internazionali. |
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Tre stati di questa regione, il Mali, il Ciad e il Burkina Faso, sono tra i 13 paesi del mondo i più poveri e i più denutriti. Cosi ci appare il Sahel. Estrema povertà di una spiaggia arida, corrotta d'anno in anno da un mare di sabbia sempre più ghiotta. Nel Sahel, l'acqua è la vita, ma non c'è più acqua ! Da 1967, le pioggie si fanno rare e una grande parte dei fiumi e dei pozzi sono a secco. Il deserto avanza ogni anno, riscaldato da un sole cuocente e spazzato dai soffio torrido del'harmattan, il vento che vie ne dai Sahara. Alla fine della stagione calda, bisogna a volte percorrere più di 20km prima di trovare un po d'acqua necessaria alla sopravvivenza di una famiglia. Le conseguenze di questa siccità sono catastrofiche per 40 milioni di africani, che ci sopravvivano difficilmente. Il 90% della popolazione è formata da contadini, ma la produzione agricola è insufficiente per il bisogno di tutti. Quelli che ne soffrono di più sono i bambini. Il tasso di mortalità infantile è uno dei più alti del mondo : i115% dei bambini muore prima di un anno di età, e il 25% prima dei 5 anni. In più, un bambino su due soffre di malnutrizione. Perchè avere scelto il Sahel ? È una domanda che ci hanno rivolto spesso. La spiegazione è molto semplice. Negli anni 70 si è parlato molto di questa parte del mondo, e alcuni fra voi si ricorderanno senz'altro queste immagini mediatizzate mostrando delle popolazioni in preda ad una miseria terribile. I bambini furono le principali vittime come si costata ad ogni nuova catastrofe o conflitto. Questa immagine orribile di bambini straziati, sprovvisti dell'essenziale e senza avvenire ci ha profondamente marcati ed è prima di tutto a loro che abbiamo pensato; così è sorta questa vocazione medicale, sanitaria educativa di Morija che certamente avrete già rimarcato leggendo gli articoli del nostro giornale. |
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